Monopoli (BA), 16 mag -
L'emergenza alimentare e gli effetti
della globalizzazione sull'agricoltura
sono stati al centro della Tavola
Rotonda ''Integrazione tra
agricoltura e sviluppo economico''
in occasione del'Assemblea annuale di Assofertilizzanti/ Federchimica, tenutasi oggi a Monopoli (Bari).
Negli ultimi mesi la richiesta di cereali a livello mondiale e'
cresciuta in maniera esponenziale e ha fatto si' che le scorte
strategiche dei paesi sviluppati, Usa ed EU in testa, gia' ridotte
ai minimi storici, si siano praticamente azzerate. La spinta
mondiale alla produzione di biomasse a fini energetici e per
biocarburanti sottrae superfici alla produzione di colture alimentari;
si stima infatti che - solo per l'Europa a 25 - da qui al 2020 occorra
che venga convertita a colture per le bioenergie almeno il 25% della
superficie agricola (circa 104 milioni di ettari) per raggiungere il
target che l'UE si e' prefissata del 20% di sostituzione del quantitativo
totale dell'energia fossile immessa sul mercato (fonte: Enea).
si e' innescata una crescente domanda che ha fatto lievitare i prezzi
internazionali dei cereali e di tutti i mezzi tecnici necessari per
produrli: sementi, fertilizzanti, agrofarmaci e carburanti. In particolare
per i fertilizzanti dopo un 2006 sostanzialmente stabile, nel corso del
2007 vi e' stata un'impennata dei prezzi, parzialmente mitigata nel
nostro Paese dall'effetto del cambio euro/dollaro. ''Se nel 2007 i
fertilizzanti hanno vissuto questa tensione dei prezzi a livello
internazionale - ha commentato Narciso Salvo di Pietraganzili,
presidente di Assofertilizzanti/ Federchimica - cio' e' dovuto al
fatto che il mercato e' caratterizzato da un'offerta poco elastica e
sconta l'impossibilita' , da parte della produzione, di rispondere in
tempi brevi alle accresciute richieste. L'aumento dei prezzi e la crisi
dei mercati finanziari - prosegue Salvo - hanno messo in difficolta'
gli operatori che si sono trovati ad esporsi molto piu' pesantemente
per acquistare le materie prime necessarie alle produzioni o importare
prodotti finiti. Occorre ricordare infatti che oltre la meta' dei
fertilizzanti usati in Italia e' d'importazione e che la quasi totalita'
delle materie prime utilizzate viene dall'estero. Nonostante cio'
possa sembrare banale, non e' facile pero' spiegare, soprattutto
agli agricoltori, come mai i prezzi della maggior parte dei fertilizzanti
sono quasi raddoppiati negli ultimi mesi''. Lo scenario mondiale delle
commodities si dibatte oggi tra liberismo e governo dei mercati e tutti
i grandi organismi internazionali stanno mettendo in discussione la
strumentazione finora utilizzata: dal sistema di sussidi all'agricoltura
europea, ai dazi sui prodotti agricoli dei paesi piu' poveri, agli incentivi
ai biocarburanti, al migliore utilizzo delle tecnologie. E in particolare
sotto quest'aspetto - e' la conclusione - i fertilizzanti possono dare
un contributo fondamentale a risolvere l'emergenza alimentare
aumentando anzitutto la produzione cerealicola e fornendo agli
agricoltori - medi, piccoli e grandi - lo strumento per migliorare
in quantita' e qualita' i loro raccolti. Alla Tavola Rotonda hanno
partecipato Donato Ferri del Consiglio Nazionale per la Ricerca
e
dell'Istituto agronomico Mediterraneo e Roberto Pasca di Magliano,
Ordinario di Economia dello Sviluppo presso l'Universita' la Sapienza
di Roma.